Soffrire di dolori al collo è una delle condizioni più comuni tra i lavoratori che passano molte ore davanti allo schermo. Anche in assenza di previe patologie gravi, tensioni e fastidi nella zona cervicale possono derivare da semplici e apparentemente innocue abitudini quotidiane che si consolidano nel tempo. My Personal Trainer indica come molte persone sperimentano sintomi come rigidità, dolore e affaticamento al collo proprio a causa di posture scorrette, postazioni di lavoro non ottimali e mancanza di movimento durante la giornata lavorativa.
Postura e dolore al collo: la relazione
Testa inclinata in avanti e “postura da schermo”
Quando sono seduti alla scrivania, molti lavoratori tendono a sporgere la testa in avanti per guardare meglio lo schermo o per leggere documenti, facendo assumere al collo una posizione non neutrale. Questa abitudine aumenta la tensione nei muscoli cervicali, contribuendo all’insorgenza del dolore: il blog di Studio Luoni spiega come mantenere corrette posture da seduti e come l’errato allineamento di testa e collo può influire sulla salute cervicale, portando a contratture e fastidi persistenti.
Sedentarietà e postura prolungata
Rimanere seduti troppo a lungo alla scrivania senza fare le dovute pause o gli importanti cambi di postura può far irrigidire i muscoli del collo e delle spalle. La sedentarietà prolungata è infatti associata a un aumento del rischio di sviluppare dolore cervicale, soprattutto in chi non fa attività fisica regolare.

La postazione di lavoro: quanto influisce?
Altezza e distanza del monitor
Un monitor troppo basso o troppo alto ci obbliga a piegare la testa verso il basso o verso l’alto, sovraccaricando i muscoli del collo. È importante ricordare che posizionare il monitor all’altezza degli occhi può ridurre la tensione e promuovere una postura più naturale.
Sedia non adatta e supporto inadeguato
Fisiosalus sottolinea come sedie non ergonomiche o non regolabili possano costringere il corpo ad assumere posizioni scomode, con una conseguente tensione muscolare nel collo e nella parte alta della schiena. Una sedia ben progettata che offre un supporto adeguato alla curvatura naturale della colonna può aiutare a distribuire meglio il peso del corpo e alleviare lo stress sulla zona cervicale.
Tastiera e mouse: posizione e comodità
Anche la posizione di tastiera e mouse influisce sulla postura complessiva: se sono troppo lontani o troppo alti, le spalle tenderanno ad alzarsi o le braccia si avvicineranno al corpo in modo innaturale, contribuendo a tensioni che si propagano verso il collo.

La quotidianità che peggiora i dolori al collo
Anche uscendo dalla sfera prettamente lavorativa, ci sono abitudini che contribuiscono ad aumentare l’insorgenza di patologie al collo. Ad esempio, l’uso continuativo di smartphone, tablet o laptop può indurre a piegare la testa verso il basso, postura nota anche come “tech neck” o collo da tecnologia, che provoca dolore e tensione cervicale. Anche lo stress psicologico e la conseguente tensione muscolare generale possono contribuire al dolore cervicale, ma è soprattutto quando il corpo rimane immobile per periodi prolungati che i muscoli diventano rigidi e meno efficienti nel sostenere la testa e la colonna. È assolutamente necessario quindi fare piccole pause frequenti che aiutano a ridurre questa rigidità.
Soluzioni pratiche
Per alleviare il dolore al collo, possiamo adottare alcune strategie semplici che porteranno benefici quasi immediati:
Correggere la postura seduta
È fondamentale mantenere una postura neutrale quando stiamo lavorando seduti alla scrivania: schiena appoggiata allo schienale, piedi ben piantati a terra e testa allineata con le spalle assicurandoci che la testa non sia più in avanti rispetto alle spalle, il monitor sia all’altezza degli occhi e che le spalle restino rilassate e non sollevate verso le orecchie.
Regolare l’altezza di monitor, sedia e scrivania
Una corretta regolazione di questi strumenti di lavoro può fare una grande differenza nella riduzione del dolore cervicale. Posizionare infatti lo schermo alla giusta altezza può ridurre i movimenti dannosi che eseguiamo con testa e spalle e aiutare a mantenere il collo in posizione neutrale.
Fare pause e muoversi regolarmente
Durante la giornata lavorativa alla scrivania, alzarsi, fare stretching e camminare per un po’ ogni 30–60 minuti di sedentarietà contribuisce a mantenere i muscoli più elastici e meno rigidi.
Attività fisica e stretching
Anche durante il lavoro, fare esercizi mirati per rafforzare e allungare la zona del collo e delle spalle può aiutare a prevenire e alleviare il dolore. Nonostante si stia seduti ad una scrivania a lavorare, anche semplici routine di stretching studiate per essere eseguite alla postazione di lavoro possono essere efficaci nel ridurre la tensione muscolare.

Prevenzione a lungo termine
Come sempre, vale il vecchio detto che “prevenire è meglio che curare”. Educarsi e sapere quali sono le posture corrette da assumere e come utilizzare in modo ergonomico i mobili che abbiamo a disposizione in ufficio può migliorare notevolmente il benessere generale sul posto di lavoro. Non dimentichiamo che il concetto di ergonomia è strettamente legato al benessere, dato che questa disciplina nasce proprio come guida per adottare soluzioni di design adatte alle postazioni di lavoro per non solo aiutare a ridurre il dolore al collo, ma anche influire positivamente su produttività, attenzione e qualità della vita lavorativa.
Conclusioni
Il dolore al collo sul posto di lavoro non è una condizione inevitabile alla quale dobbiamo arrenderci. Spesso è il risultato di posture scorrette, postazioni non adeguate e mancanza di movimento durante la giornata. Con semplici aggiornamenti che vanno dal correggere l’altezza del monitor, adottare posture più neutrali, utilizzare sedie ergonomiche al fare pause regolari, si può ridurre significativamente la tensione nella zona cervicale. Se poi riusciamo a praticare semplici esercizi di stretching, muoverci più spesso e adottare abitudini ergonomiche quotidiane, allora non solo staremo alleviando il dolore sul momento, ma ci aiuteremo anche a prevenire problemi più seri nel lungo periodo.